box-sinistrabibliografia

etichetta-box sinistra-percorsi

salnitro box sx

grotte box sx

neolitico box sx

nitriera box sx

convento box sx

viaggiatori box sx

archeologia box sx

  • la nitriera

    La nitriera borbonica, con i suoi cospicui resti di un articolato sistema produttivo, costituisce un esempio unico di archeologia industriale, riportato alla luce, dopo due secoli di occultamento..

  • Grotte Ferdinando e Carolina

    Le grotte Ferdinando e Carolina esposte a mezzogiorno, sono parte di un complesso sistema di cavità e cunicoli scavati nella roccia calcarea, un vero e proprio labirinto..

La nitriera borbonica

 

Il ciclo e le strutture di produzione

La dolina del Pulo costituisce l’esempio straordinario di un ciclo produttivo completo:

  1. le grotte ricche di nitrati offrivano disponibilità della materia prima;
  2. il territorio circostante garantiva l’approvvigionamento delle fonti di energia: il legname necessario all’alimentazione delle fornaci e alla produzione di ceneri ricche di potassa, l’acqua di falda e l’acqua piovana per la lisciviazione delle terre nitrose, la forza lavoro umana;
  3. nelle strutture della fabbrica la materia prima subiva tutti i necessari processi di raffinazione, fino alla realizzazione del prodotto.

La fase più importante e delicata del ciclo di produzione del salnitro era il lavaggio (lisciviazione) delle terre nitrose, che avveniva nella grande vasca della cosiddetta III Tettoia.
Strati di terra, alternati a paglia con funzione filtrante, venivano depositati nelle dodici medre e un canale, lungo 17 m., posto sul margine ovest della vasca, conduceva in ognuna di esse, attraverso fori di scolo, l’acqua attinta dal pozzo o dalla vicina cisterna.
L’acqua filtrava lentamente attraverso le terre, si impregnava dei nitrati in esse contenuti; passava, quindi, in tre allineamenti di fori protetti da coppi sul fondo delle vasche e si raccoglieva nei tre canali paralleli sottostanti le medre. Da tali canali l’acqua confluiva in due cisterne interrate, poste a sud delle vasche.
Se nel primo processo di lavaggio era stata impiegata acqua dolce, il lisciviato ricco di nitrati (NO3) poteva essere ancora versato sulle stesse terre e si arricchiva dei nitrati nuovamente generati.

All’acqua “madre” così ottenuta si aggiungeva una soluzione concentrata di potassa (K2CO3) ottenuta con la bollitura di cenere di legna e si originava il cosiddetto “liquore”, che veniva cotto nelle fornaci della I Tettoia. La cotta avveniva, a fuoco lento, in grandi caldaie per ottenere dopo l’evaporazione dell’acqua e la precipitazione del cloruro di sodio, la produzione di una soluzione concentrata di salnitro grezzo, che veniva ulteriormente raffinato a caldo con due successive cotte.

Il salnitro così ottenuto veniva conservato nel magazzino della II Tettoia, dentro vasi di ceramica, dove avveniva la cristallizzazione. Un’ultima operazione di lavaggio e di essiccazione su appositi telai all’aperto garantiva un prodotto raffinato.
Le quattro fornaci costruite con mattoni refrattari, hanno forma circolare con diametro medio m. 1,40 ed erano rivestite con intonaco di argilla. Interrate alla profondità di m.1,50 rispetto alla soglia di ingresso, per limitare la dispersione di calore, erano raggiungibili con una scala per l’alimentazione dei fuochi.
Il fornello economico è una struttura costruita nella fase di espansione dell’opificio; ha forma circolare, con diametro di m. 5,40 ed è divisa in cinque spazi per i forni.
La II Tettoia, poco distante dall’edificio dei forni, ospitava il magazzino per il deposito del prodotto.

canale di scolo

canale di scolo

fori di scolo

fori di scolo

cisterne interrate

cisterne

fornaci

fornaci

 


I contenuti testuali del sito sono utilizzabili ai sensi della licenza Creative Commons 'Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0'. Vedi in breve le condizioni della licenza. Vedi la licenza per esteso. È fatto assoluto divieto di riprodurre le immagini, ad eccezione di quelle di pubblico dominio, presenti sul sito senza preventiva autorizzazione degli autori. Gli autori dei testi: E. Mongelli, E. Colonna, G. Finzi, G. Sasso, I. De Pinto, P. Ciannamea, R. Annese. Foto di C. Andriani, R. Annese, P. Ayroldi, I. De Pinto, A. Mastantuoni, E. Mongelli, G. Sasso.
Hosting web: mediatecnica www.mediatecnica.it | webmaster/Joomla template designer: Lazzaro Nicolò Ciccolella
Sito basato su tecnologia Joomla! software rilasciato sotto licenza GNU/GPL