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  • la nitriera

    La nitriera borbonica, con i suoi cospicui resti di un articolato sistema produttivo, costituisce un esempio unico di archeologia industriale, riportato alla luce, dopo due secoli di occultamento..

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    Le grotte Ferdinando e Carolina esposte a mezzogiorno, sono parte di un complesso sistema di cavità e cunicoli scavati nella roccia calcarea, un vero e proprio labirinto..

Il convento dei Cappuccini

Sul ciglio occidentale della dolina sorge il piccolo convento dei frati Cappuccini, fondato nel 1536  da Padre Giacomo Paniscotti da Molfetta in un luogo isolato, come prescriveva la Regola monastica. I frati soggiornarono in questo luogo di meditazione, di studio e di preghiera per alcuni decenni, fino al 1572, quando si trasferirono nel nuovo convento costruito in città per la generosità della nobile famiglia Passari e dell’Università di Molfetta.
I Cappuccini utilizzarono il convento anche come osservatorio privilegiato del singolare ambiente della dolina, che ipotizzarono fosse il cratere di un vulcano inattivo e proprio i religiosi potrebbero aver adibito una grotta sottostante il convento a luogo di sepoltura dei confratelli, sacralizzando così il luogo.
Il monastero era annesso alla chiesa intitolata SS. Crocifisso o Sancta Sanctorum, che fu probabilmente usata nel 1528 come ricovero degli ammalati di peste.  Nel 1575 il cenobio del Pulo fu venduto dall’Università di Molfetta al nobile Tonto de Michiello e probabilmente da allora in poi fu adibito a casa rurale.
Nel XVIII secolo, quando nella dolina iniziò lo sfruttamento del salnitro, l’edificio conventuale fu in parte adibito a usi funzionali alla nitriera.

Il monastero è oggi proprietà del prof. Enrico Panunzio, che ne ha gelosamente tutelate le caratteristiche architettoniche.
L’ingresso dell’edifico, posto a ovest, immette nel chiostro di mt. 17x20, circondato da un porticato a cinque arcate per lato, su cui si affacciano il grande vano rettangolare dell’antica cappella del SS. Crocifisso, con adiacente sagrestia (oggi adibita a piccolo teatro dei Pupi siciliani), il refettorio, la cucina, le celle. Dal chiostro si accede al “giardino  mediterraneo” recintato da alti muri. Attraverso la scala posta nel vano della torre a Nord - Est, si accede al piano superiore, dove si trovano cinque ambienti destinati a celle, che si affacciano su due ampie terrazze dominanti la dolina e tutto il territorio circostante.

convento

convento dei Cappuccini

chiostro

chiostro

sagrestia

teatro dei pupi siciliani
quinte di Mimmo Cuticchio
ex-sagrestia


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