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Giornate di studio sul Pulo di Molfetta

l'Associazione Consortile Polje  e la  Società Cooperativa FeArT con il patrocinio di Ministero dei Beni Culturali, Soprintendenza ai Beni Archeologici della Puglia, Regione Puglia, Provincia di Bari, Comune di Molfetta, Pontificio Seminario Regionale “Pio XI”, Università degli Studi di Bari Aldo Moro, Università degli Studi della Basilicata

presentano

Della natura del Pulo — sito magico da “custodire e coltivare”

25, 26, 27 maggio 2012 — giornate di studio sul Pulo di Molfetta

La mutevole biodiversità del Pulo, che rende questo sito unico nel panorama regionale; la sua bellezza, le sue criticità e l’aggredibilità, che ne rendono così complessa la tutela e la salvaguardia; la valenza etica, antropologica, storica di cui questo sito è carico; la necessità di accostarsi a questo luogo con senso di responsabilità e rispetto, saranno i temi dominanti delle giornate di studio organizzate da Polje e FeArT e si snoderanno fra conversazioni, osservazioni naturalistiche, visite guidate, momenti artistici.
Vogliamo che il sito Pulo sia l’occasione per richiamare il territorio locale e non, alla dimensione più ampia di un rapporto con la natura che oggi l’uomo ha spogliato dei suoi valori per far posto a miopi interessi economici, convinti che “se la natura viene considerata come frutto del caso, la consapevolezza della responsabilità si attenua nelle coscienze”, generando una seria minaccia per il creato.

Leggi il programma delle giornate di Studio

Et per dire quanto vi è degno di veduta, credemo che apporta non poca meraviglia quella cava profundissima che dentro il territorio verso ponente chiamata Pulo.
Gira ella intorno vicino ad un mezzo miglio et è forata di dentro per li lati in tante grotte meravigliose, laonde ivi si suole cacciare a varie sorte d’animali. Suo concavo è ridutto a forma di un dilettevole giardino ben arborate d’arbori di varii pomi et calcinato ancora; intanto ch’in certi luochi particolari di essa, voleno ch’inogni tempo vi si trovino le quattro stagioni dell’anno, considerate le qualità loro.
[…] non solo giudicaremo piacevole et ameno il concavo della Cava; ma diremo ancora il territorio tutto essere un vago et delicioso giardino; poiché ancora nell’estate esce quasi tutta la nobiltà, e molti degli Cittadini principali a diportarsi per quei luochi con le loro donne chi quà et chi là fuggendo la molestia del caldo accresciuto dalla strettezza della città […]
(G. Marinelli, Relatione di Molfetta ad Aldo Manuzio, 1582, pubbl. l’Adriatico 1873)

Questo delicioso giardino, grembo materno della nostra civiltà e della nostra storia, con la sua splendida natura, varia e mutevole, possente e fragile, evoca immediatamente l’idea greca di un sito naturale consacrato agli dei, vergine e incolto ma sempre piacevole e fecondo. Un giardino lirico e religioso, antitetico rispetto alla concezione della natura come luogo di sfruttamento agricolo; i greci coltivavano il grano per il pane, ma i fiori sbocciavano spontaneamente per gli dei.  Nel giardino il tempo si ferma, è sempre primavera, nel giardino viene meno ogni necessità. È il luogo dell’innocenza e della giustizia, è il mistero svelato, la meraviglia, la riconquista di una dimensione perduta. È il luogo dove trionfano i sensi, dove la natura è mite, amica e generosa. È il pairi-daëza persiano, il pardës ebraico, il parádeisos greco, il paradisus voluptatis dell’Eden. Il giardino è il locus amoenus ideale, un sito magico dove regna uno spirito particolare: il Genius Loci.

Nella natura il credente riconosce il meraviglioso risultato dell'intervento creativo di Dio, che l'uomo può responsabilmente utilizzare per soddisfare i suoi legittimi bisogni - materiali e immateriali - nel rispetto degli intrinseci equilibri del creato stesso.
Se tale visione viene meno, l'uomo finisce o per considerare la natura un tabù intoccabile o, al contrario, per abusarne.
(Benedetto XVI, Lett. Enc. Caritas in veritate,n. 48, 2009)

Teologia, filosofia e scienza concordano nella visione di un universo armonioso, cioè di un vero «cosmo», dotato di una sua integrità e di un suo interno e dinamico equilibrio. Questo ordine deve essere rispettato: l'umanità è chiamata ad esplorarlo, a scoprirlo con prudente cautela e a fame poi uso salvaguardando la sua integrità.
(Giovanni Paolo II, Esortazione apostolica Pace con Dio creatore. Pace con tutto il creato Messaggio per la XXIII giornata mondiale della pace, 1990)

studi 2012


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